La storia di Nike HyperVenom Phantom

HyperVenom Phantom entrò di prepotenza nel mercato calcio nel 2013, mandando in pensione un modello storico come Total 90. In cinque anni abbiamo visto tre generazioni, passi avanti, passi indietro, fughe di testimonial, innovazione. Analizziamo l'intera storia di questo silo di Nike Football.

12 January 2019 - Scritto da Marco Migaleddu

Nike HyperVenom, uno dei silo di Nike Football che più hanno attirato l'attenzione negli ultimi cinque anni, uno dei modelli più apprezzati e utilizzati da tanti giocatori professionisti e dilettanti. Ripassiamo la storia di questa scarpa analizzando il perché del successo iniziale e la lenta discesa che ha avuto di anno in anno.

La prima generazione Nike HyperVenom Phantom

Il silo HyperVenom sostituì la storica Total 90, non senza polemiche

Nike HyperVenom Phantom fu presentata nell'estate del 2013 con un importante evento a Rio de Janeiro. Protagonista del lancio fu Neymar Jr, passato proprio in quei mesi al Barcellona, scelto come principale testimonial del nuovo modello di Nike Football. Questo fu il primo motivo del successo iniziale di HyperVenom: scegliere un giocatore di testata in rampa di lancio nel calcio internazionale, con tanti riflettori pronti ad illuminarlo su ogni giocata che avrebbe inventato al Camp Nou con la casacca blaugrana. Ma non solo.

HyperVenom Phantom mandava in pensione Total 90, una delle scarpe storiche dell'azienda americana e utilizzata da tanti giocatori simbolo come Ronaldinho, Francesco Totti, Wayne Rooney. Il nuovo modello di Nike ereditava il peso di scarpa importante, quella che avrebbe dovuto reggere il livello altissimo che Mercurial aveva e continua ad avere tra immagine e apprezzamento. E l'eredità fu perfettamente gestita, perché se a livello marketing il lancio fu poderoso anche a livello tecnologico ci si ritrovava davanti ad una scarpa incredibile.

Il rivoluzionario NikeSkin voleva donare una sensazione di seconda pelle, con un materiale comodo che regalasse la percezione di giocare praticamente a piedi nudi. E così fu, perché il NikeSkin della prima generazione HyperVenom continua ad essere ancora oggi uno dei materiali più comodi mai implementati in una scarpa da calcio, morbidissimo e adattabile a qualsiasi tipo di pianta del piede.
La prima generazione rimase in commercio fino al Maggio del 2015, quando prima della finale di Champions League tra Barcellona e Juventus fu presentata la scarpa che avrebbe indossato Neymar Jr in quella gara.

Nike HyperVenom Phantom II, il nuovo NikeSkin non convince

La seconda generazione HyperVenom vede un nuovo NikeSkin e l'introduzione del Dynamic Fit collar

Nike HyperVenom Phantom II viene presentata a Barcellona prima della partita che avrebbe visto Barcellona e Juventus contendersi la Champions League del 2015. L'aggiornamento vede l'introduzione della tecnologia che ha spaccato il mercato prima del Mondiale 2014: il Dynamic Fit collar. L'innovativo calzino che era stato introdotto prima con Nike Magista Obra e poi implementato nella Nike Mercurial Superfly IV, trovava spazio anche nel nuovo modello HyperVenom, ma non fu l'unica novità.

Il NikeSkin cambiò, e purtroppo per noi in peggio. Il materiale che tanto aveva convinto con la prima generazione venne aggiornato, cambiato, e usato per la tomaia di HyperVenom Phantom II. La differenza fu notevole, perché il nuovo prodotto disegnato dagli ingegneri della casa americana era incredibilmente rigido, praticamente l'opposto di ciò che un utilizzatore della prima generazione cercava: comodità, elasticità, sensazione di giocare scalzi. Lo stesso Neymar Jr. smise di utilizzare la HyperVenom, tornando ad utilizzare Mercurial Vapor con il solo disegno estetico della scarpa di cui in teoria era testimonial.

Nike riconobbe il grosso errore nella costruzione di Nike HyperVenom Phantom II, e fu costretta a tornare sui propri passi riportando il NikeSkin della prima generazione nella seconda. Ci si è ritrovati quindi una HyperVenom Phantom di prima generazione con la sola tecnologia FlyWare e il Dynamic Fit a fare la differenza. La HyperVenom Phinish, la versione bassa, era quindi identica alla scarpa presentata tre anni prima.
In sostanza: un fallimento.

La terza generazione HyperVenom Phantom

L'errore della seconda generazione HyperVenom fece perdere attenzione sul silo

La Nike HyperVenom Phantom III aveva un grosso fardello da raccogliere: risollevare le sorti di un modello che aveva perso tutto il proprio fascino. Neymar Jr era nel frattempo tornato ad utilizzare ufficialmente Nike Mercurial, con tanto di foto annuncio sui profili sociali del marchio americano. La nuova scarpa non avrebbe avuto un testimonial mediaticamente forte come il brasiliano, era quindi ancor più importante creare un prodotto valido. Nel Gennaio 2017, ai piedi di Cavani, Higuain, Lewandowski, Kane e Rashford viene quindi presentata la terza generazione HyperVenom Phantom.

La prima novità è naturale: viene abbandonato il NikeSkin. Il materiale, croce e delizia di Nike, viene messo da parte per fare spazio al FlyKnit, utilizzato fino ad allora unicamente nei modelli Magista e Mercurial. La nuova tomaia strizza l'occhio agli attaccanti, ai finalizzatori, con elementi sull'avampiede che si induriscono in fase di tiro proteggendo il piede. Anche la suola viene aggiornata, più reattiva e con tacchetti che combinano tacchetti lamellari e conici.

Nike HyperVenom Phantom III si risolleva, conquista ancora una volta chi già utilizzava il modello agilità di Nike, ma nel frattempo Magista e l'onnipresente Mercurial erano diventati i due modelli di cartello del baffo americano. Inoltre il lancio di Nike Phantom VSN della scorsa estate ha tolto ancora più riflettori su un modello che nel 2013 rivoluzionò il mondo Nike e l'intero mercato delle scarpe da calcio, ma che successivamente al lancio della seconda generazione ha perso totalmente la sua forza.

Sono passati due anni da quel 2017, cosa dovremmo aspettarci oggi?
Una nuova generazione HyperVenom?
Un nuovo modello?

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